Analisi del Mottetto "Super flumina Babilonis" di Palestrina

Secondo episodio

Il secondo motivo-parola ha inizio a bat. 14. Il testo si riferisce al momento della riflessione del popolo d'Israele che dopo un lungo cammino, una volta giunto sui fiumi di Babilonia prende veramente coscienza del proprio stato di schiavitù. Il testo infatti dice: "Illic sedimus, et flevimus" lì ci sedemmo e piangemmo. Il lamento che inizialmente era implicito, affidato all'espressività della linea melodica, diviene qui esplicitamente dichiarato dal testo. Palestrina rappresenta musicalmente questo stato d'animo utilizzando la "noema", figura retorica che si identifica appunto con il concetto di pensiero.

Questo motivo-parola contiene i due predicati-verbali del discorso: sedemmo e piangemmo.

L'andamento omoritmico, tipico della noema, è qui utilizzato per rendere più immediato il significato del testo. Il verbo "sedersi" è espresso con un brusca discesa timbrica verso il basso a bat. 14, che sembra essere la rappresentazione musicale dell'azione dell'abbassarsi. L'omoritmia, inizialmente osservata da tutte le voci, vedi bat. 14-15, lascia poi spazio a brevi andamenti melodici (nel tenor a bat. 16 e 19, nel cantus a bat. 17 e 22, infine nell'altus a bat. 22) che movimentano il ritmo sulla parola flevimus, e che descrivono musicalmente questo gemito. A bat. 19 il testo viene ripetuto, l'omoritmia delle voci è ancora parzialmente presente ma si procede con una imitazione tre voci contro una. A bat. 21 l'espressione et flevimus è musicata con la tecnica dell'imitazione ravvicinata: due voci con la partenza sul tempo debole (cantus e altus) contro le altre due sul tempo forte. La pausa a bat. 21 nel cantus e nell'altus ha la funzione retorica della suspiratio. Questa tecnica è utilizzata in modo da sottolineare l'espressività della parola, in questo caso il singhiozzare del pianto.

Il suono Do# dell'altus a bat. 14 muta improvvisamente la modalità iniziale. Dal XI modo glareano, si passa ad un vero protus a Re. In questo episodio si nota la prevalenza di triadi maggiori messe in successioni armoniche tipiche del linguaggio modale (vedi bat. 16 falsa relazione tra bassus e altus Do-Do#). Questa zona assume quindi un colore sonoro contrastante rispetto al "La minore" del primo episodio. Il motivo-parola è ripetuto due volte ed entrambe le volte è chiuso da una cadenza sulla repercussio: la prima sulla triade di La magg. a bat. 18, la seconda sulla triade di Mi magg. a bat. 23. Questo repentino cambiamento di modo, anch'esso nettamente in contrasto con la staticità dell'inizio del mottetto, e queste sospensioni sono aspetti che si riferiscono all'idea di turbamento e di disperazione e quindi al pianto del popolo ebreo.