Linguaggi del pop

by Emilio Capalbo, 13 August 2008

Note introduttive

Quello che segue è un modello teorico della popular music, qualcosa che funga da fondamenta di una teoria vera e propria. E, come tutte le teorie musicali che arrivano dopo una pratica consolidatissima, sono delle interpretazioni di ciò che già esiste e funziona, e hanno lo scopo di ricercare denominatori comuni alle dinamiche interne alla musica stessa, che comunque di per sé stessa non ne sente il bisogno. Chi può aver interesse - se non bisogno - a identificare tali denominatori comuni è chi, come me, cerca di dare pari dignità e organizzazione alla musica pop rispetto alle altre macroaree musicali (colta, jazz e folk). Le trascrizioni, le analisi, le comparazioni dei risultati di tali analisi, l'organizzazione sistematica ed organica degli esiti di tali comparazioni, la ricostruzione di una nuova teoria che parta da quelle esistenti per prendere poi una strada specifica, il confronto di tale teoria con i brani da cui il suo studio era partito: questo è il percorso attualmente in corso, un vero e proprio work-in-progress.

Per praticità ho usato termini ove possibile analoghi alla teoria tonale classica; in alcuni casi, come per il concetto di "ambiente", non mi sono rifatto pedissequamente a una teoria già esistente (in questo caso quella dei modi) per evidenziare differenze a mio avviso sostanziali rispetto a tali teorie. I numeri romani sottintendono sempre "grado" (I significa primo grado); i numeri con l'apice si riferiscono agli intervalli (sia isolati che parte significativa di un accordo). Come ormai di prassi, i termini "aumentato" e "eccedente" vengono usati in maniera intercambiabile, come sinonimi.

Emilio Capalbo

Nato a Cagliari nel 1968 si è diplomato nel 1988 in Organo e Composizione organistica presso il Conservatorio di Cagliari

Dal 2000 è titolare della cattedra di Armonia, Contrappunto, Fuga e Composizione presso il Conservatorio di Cagliari. È anche docente di Storia della popular music e di Linguaggi del pop.

È un compositore le cui attenzioni sono concentrate principalmente sulle commistioni tra musica colta ed extra-colta, con particolare attenzione alle suggestioni armonico-ritmiche della musica afro-americana e alla rielaborazione del repertorio tradizionale sardo.

In qualità di organista è stato socio dal 1988 dell'Associazione Organistica Sarda "Il CROMORNO", organista del C.U.M. (Centro Universitario Musicale) di Cagliari e di vari cori isolani; dal 1990 è organista del coro “MUSICAINSIEME” di Cagliari, col quale svolge attività concertistica nel territorio isolano.