Linguaggi del pop

Scale

Il materiale scalare di base è quello della pentatonica (o pentafonica); paragonata con una scala maggiore o minore risulta difettiva di due gradi. Usando come "tonica" una qualunque delle 7 note diatoniche scaturiscono ovviamente 7 pentatoniche, con varianti interne a seconda di quale coppia di note si ometta. Le più usate sono le cosiddette pentatoniche minore e maggiore:

Pentatoniche minore e maggiore

Come si vede le due note comuni alle due pentatoniche sono quelle del I e del V, corrispondenti alla tonica e alla dominante:

Note comuni alle pentatoniche minore e maggiore

Questo crea una grande similitudine con l'impianto armonico funzionale, anche se si vedrà che ci sono alcune differenze sostanziali e fortemente caratterizzanti.
La sommatoria delle due pentatoniche da origine a quella che definiamo scala risultante:

Scala risultante

La blue note è una nota di intonazione imprecisa rispetto al sistema temperato (circa a metà strada tra quella indicata e quella un semitono sopra che è quella che cantata calante l'ha originata). Si dice comunemente che queste coincidessero con il III, V e VII della scala maggiore, gradi più complessi da intonare per gli schiavi africani che cantavano usando le pentatoniche (non temperate!) della musica popolare della loro terra d'origine. Ovviamente il concetto stesso di blue note nasce dalla forzatura teorica (ma a suo tempo pratica) che si crea nel far convivere il materiale scalare africano con le logiche armoniche tonali occidentali (inevitabile allorquando chi cantava cominciò ad accompagnarsi con strumenti occidentali come la chitarra). Come vedremo in effetti la blue note effettivamente usata come tale è quella del V.

Considerando l'alternativa minore/maggiore sul III

Alternativa minore maggiore sul III

ne conseguono

Ambienti dorico e misolidio

entrambi senza sensibile.

Le due scale indicate corrispondono del tutto ai cosiddetti modo dorico e misolidio. La teoria modale nel jazz è sviluppatissima e perfettamente organizzata anche dal punto di vista teorico, e di uso corrente nella pratica strumentale essendo in particolare la base per le improvvisazioni; ma in tutta la musica che derivò dal blues prendendo la "piega" che generò, tramite la commistione col country e l'elettrificazione del rhythm and blues, ciò che oggi è comunemente definito rock, l'uso di queste scale non è quello che scaturisce da un'interpretazione prettamente modale. Il concetto di "ambiente" è qui introdotto per definire una sorta di via di mezzo tra le logiche tonali propriamente dette e quelle modali, che a tratti coincidono ma a volte invece divergono in modo piuttosto netto, andando anche oltre quella che si potrebbe definire polimodalità.

L'assenza della sensibile (che come succedeva nel Rinascimento viene introdotta in cadenza) ha una sua conseguenza diretta sulle logiche armoniche, sia nella formazione degli accordi che nei concatenamenti. Infatti nel blues (che è quasi sempre in tonalità maggiore) l'ambiente misolidio

Ambiente misolidio

che genera il caratteristico accordo di 7' di prima specie sul I (una sorta di sommatoria delle funzioni di tonica e di dominante), viene sottoposto a trasposizione sia sul IV che sul V.

Trasposizione

Come evidenziato, il VII della prima trasposizione inserisce la 3' minore del tono d'impianto, mentre il III della seconda ne inserisce la sensibile. Ciò che ne consegue è quello che definiamo campo armonico blues:

Campo armonico blues

che permette l'alternativa minore/maggiore sia sull'accordo di tonica che su quello di dominante (in coincidenza con le già citate blue notes del III e del VII). Come si vede chiaramente già a questo punto della trattazione, le "certezze" della musica tonale (dicotomia minore/maggiore, funzioni di tonica e dominante) appaiono già in parte aggirate, ma solo all'occorrenza. In realtà i bluesmen metabolizzarono piuttosto presto la funzione di dominante e la fecero loro, come si vedrà nella struttura tipica delle 12 battute; ma la coincidenza con le logiche della pentatonica, piuttosto centrifughe rispetto alla tonalità, crearono una convivenza molto caratteristica e duttile, il cui potere evocativo sopravvive tutt'oggi.

Altra peculiarità di questo sistema a metà strada tra tonale e modale è (con l'aggiunta al campo armonico citato della blue note del V di tonica e dominante e della 3' minore della sottodominante) l'uso corrente all'interno di un unico brano non modulante del totale cromatico, che risulta così organizzato:

Totale cromatico

Dell'alternativa minore/maggiore su III e VII s'è già detto; la blue note della tonica (V abbassato) è di uso comune sia melodicamente che armonicamente (è la 7' dell'accordo di sottodominante); quella della dominante coincide col II abbassato (detto seconda frigia per analogia con l'omonimo modo); la terza della sottodominante è usata per rendere minore l'accordo del IV specie nei brani in tonalità minore, ma anche come 7' dell'accordo di sottotonica; la sensibile coincide enarmonicamente con la blue note della sottodominante. La sesta dorica è quella più usata, ed è d'uso comune anche la cosiddetta pentatonica dorica:

Pentatonica dorica