Ci siamo lungamente interrogati sulla opportunità di prendere parte ad una competizione.
Abbiamo lottato sempre contro lo spirito concorrenziale che spesso aleggia tra le mura della coralità, soprattutto in ambiti necessariamente ristretti come quelli isolani. Abbiamo anzi inventato occasioni, come la nostra rassegna/laboratorio, in cui la condivisione delle esperienze fosse l'obiettivo comune, e la conoscenza reciproca il traguardo dell'incontro. Crediamo in una coralità che non si esaurisce "nel pezzo" ma che investe la sfera della formazione globale del cantore, e abbiamo per questo cercato sinergie con attori, ballerini, altre arti, puntando sempre sulla formazione costante, non solo vocale ma culturale.
L'idea del "concorso" era spesso legata nelle nostre conversazioni ad un mondo a sé, con rituali propri e un po' autoreferenziali, e perciò lontana da noi. D'altra parte quel mondo ci attraeva poiché, per sua stessa costituzione, amplificava le possibilità di confronto, poteva offrire un confine più ampio al nostro consueto orizzonte, poteva essere per noi la palestra di una sfida non contro qualcuno ma con noi stessi, in un momento nella vita del coro in cui era per tutti chiaro che questa passione "amatoriale" è qualcosa di ben più vitale per noi che una semplice occupazione.
Così abbiamo deciso. Siamo partiti per metterci alla prova e, dopo la prova, eravamo ampiamente soddisfatti di averlo fatto senza tradimenti a noi stessi. Modestamente contenti anche del risultato musicale che nelle ultime settimane avevamo inseguito con pazienza certosina e tenacia nelle lunghe (troppo lunghe, si mormorava!) sessioni di lavoro. Dire adesso che sarebbe bastato sembra retorico, ma è vero. I riconoscimenti ottenuti sono stati, come tutte le sorprese, una emozione impossibile da raccontarsi, e bellissima. Un premio alla dedizione alla tenacia alla forza di volontà, a tutti noi. Indimenticabile.
Ma ancora più memorabile in noi l'idea di avere superato noi stessi, di esserci "vinti". Perciò in questo riconoscimento intuiamo un invito ad majora, non in questo o quel concorso, ma sempre, ad ogni esecuzione, in ogni luogo ed occasione, come sempre abbiamo tentato di fare, intendendo, così come è stato a Zagarolo, grazie anche alla sensibilità di chi lo ha realizzato, il concetto di competizione in senso ampio e sempre costruttivo, come un aspetto importante, ma non il solo, di un mondo ricchissimo anche fuori da questo confine. Un grazie a tutti noi.
Stefania
Creato il 22 Settembre 2007. Pubblicato il 15 Agosto 2008.
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