FROM GENESIS TO CHOIR

Da una idea di Lorenzo Zonca, prima (ed unica) realizzazione corale di alcuni storici brani dei Genesis

I biglietti

I biglietti si possono acquistare on line su oooh.events oppure a teatro un’ora prima del concerto

L’idea

‘’Ascolto i Genesis fin da ragazzino, fanno parte del mio vocabolario musicale. Come compositore e direttore di coro mi colpiva il fatto di non avere mai visto arrangiamenti, nonostante l’incredibile ricchezza musicale della produzione della band. Mi sono detto: voglio provarci! E ho incominciato a scrivere…’’ (Lorenzo Zonca)

From Genesis to choir

Gli arrangiamenti

‘’Ho scritto con rispetto, scegliendo le soluzioni corali più adatte ai contesti dei diversi brani, più in imitazione o all’unisono a seconda del testo e della interpretazione, giocando sulle variazioni timbriche, amplificando gli effetti polifonici già presenti nella scrittura.
Ho coinvolto Emilio, perché è uno stra-appassionato della band, ed è un compositore, un tastierista, un direttore di coro: un bel mix!’’ (Lorenzo Zonca)

‘’Ho una passione datatissima per i Genesis, li ascolto, li suono, mi ha intrigato subito l’idea di ascoltare brani che conosco da una vita in ottica corale. Un modo di unire due mie grandi passioni: la musica dei Genesis ed il coro’’ (Emilio Capalbo)

From Genesis to choir

La presentazione

A cura di Emilio Capalbo

I Genesis vengono naturalmente ascritti al genere detto “progressive rock”, o anche rock sinfonico.

La presenza magniloquente delle tastiere e l’uso frequente di metri ben diversi dal 4/4 sono alcune delle caratteristiche più evidenti di questo approccio musicale che, negli anni ’70 mescolò ben bene le carte. Sul tavolo già molto frequentato del rock, genere storicamente debitore al blues, in questo genere ci si trova a fare i conti soprattutto con l’eredità della musica cosiddetta ‘classica’, e del folk anglosassone.

A volte il risultato si rivelò un po’ narcisistico, ma, nel caso dei Genesis, l’equilibrio tra la ricerca del tecnicamente e armonicamente raffinato, la cura per la forma e il gusto melodico si sono fusi quasi sempre con risultati notevolissimi.

Specie tra gli appassionati, la produzione dei Genesis viene normalmente divisa in due: con e senza Peter Gabriel.

In effetti, nonostante il cantante e flautista dei primi sette album contribuisse in modo marginale alla composizione della parte musicale dei brani, negli album dove il cantante diventa Phil Collins, che da anni era già il batterista della band, lo stile compositivo subisce una modifica. Spesso capita che nei gruppi rock la personalità del cantante condizioni lo stile musicale dell’intera band (basterebbero esempi come Mick Jagger, Jim Morrison, Freddie Mercury o, più recentemente, Kurt Cobain per dimostrarlo), e i Genesis non fecero eccezione.

La parte di produzione con Gabriel è quella più rappresentata in questo concerto.
Da Selling England by the Pound si ascolteranno I know what I like(in Your Wardrobe), curiosamente, per i tempi, impostato su un metro costante di 4/4; Firth of fifth (suite tra le più famose del periodo, con una delle introduzioni pianistiche più celebri della storia); e lo strumentale After the ordeal. Soprattutto negli ultimi due sarà facile apprezzare la maestria dell’organizzazione formale, degna dei grandi compositori dei secoli passati.

Da The lamb lies down on Broadway sono tratti il brano iniziale che dà il nome all’intero album, il multiforme strumentale The waiting room, il brillante Counting out time  e lo struggente Carpet crawlers.

Dal primo album senza Gabriel, invece, A trick of the tail, è tratta la divertente traccia omonima, mentre, dalla produzione successiva all’uscita dal gruppo anche del chitarrista Steve Hackett, sono tratti la bellissima ballad Many too many, l’ironico Follow you follow me e la misconosciuta, tra i non appassionati della band, Undertow.

Tre brani che mostrano i Genesis alla prova del pop, vinta grazie specialmente all’abilità compositiva del tastierista Tony Banks, vero deus ex machina all’ombra di Collins.

Il concerto

The waiting room

Trick of the tail (elab. L. Zonca)

Follow you follow me (elab. L. Zonca)

The lamb lies down on Broadway (elab. L. Zonca)

Counting out time (elab. E. Capalbo)

After the ordeal

I know what I like (in your wardrobe) (elab. L. Zonca)

Many too many (elab. L. Zonca)

The carpet crawlers (elab. E. Capalbo)

Undertow (elab. L. Zonca)

Firth of fifth (elab. E. Capalbo)

L’ideatore

Lorenzo Zonca

LORENZO ZONCA
Una parte del mio mondo musicale e professionale si dirama partendo dall’organo (sono diplomato, non a caso, in Organo e Composizione Organistica): come esecutore, come organizzatore, come mondo sonoro di riferimento (sono un grande appassionato dell’universo bachiano). L’altra faccia della medaglia è il mondo corale, ed è proprio un mondo, perché con i diversi gruppi che ho diretto e guidato si può dire che abbia sperimentato molti generi musicali, molti stili e molti repertori. Sempre con grande attenzione, come compositore, allo ‘strumento’ coro.

La band

Emilio Capalbo, tastiere

EMILIO CAPALBO
Tastiere
A vent’anni il Diploma in Organo e Composizione Organistica e, da più di vent’anni, l’insegnamento di Armonia e Composizione al Conservatorio di Cagliari. Lavoro come compositore, ma anche come organista e come direttore di coro. E questo, in succinta sintesi, è il mio lato ‘classico’.
Poi c’è il mio lato ‘leggero’, che non considero meno serio! Co-autore dei Dorian Gray, con i quali ho inciso due album e fatto numerose tournée (anche in Cina!), ho lavorato con molte e varie formazioni, e suonato un bel po’ di musica.
Il ponte tra le mie due anime è il mio recente Manuale di armonia pop-rock (con Maurizio Marzo), un lavoro che distilla conoscenza ed esperienza per offrire nuovi strumenti agli addetti ai lavori. Un unicum nel panorama didattico, ora anche in inglese, che vuole portare l’attenzione su un settore così importante per la musica (e per me!)

Ivano Carta, chitarra

IVANO CARTA
chitarra
Ho iniziato a suonare la chitarra a 10 anni, grazie agli insegnamenti di mio padre.
Prevalentemente autodidatta, grande curiosità e studio matto (oltre quello grazie a cui mi laureo in economia), mi portano ad approfondire diversi generi musicali, tra tutti soprattutto il rock, in particolare quello inglese e italiano della prima metà degli anni ’70 (ecco perché sono qui!).
Collaboro con diverse e variegate formazioni nell’ambito del circuito sardo ma non solo: recente l’esperienza tedesca, nello stato di Brema, dove ho suonato in due diverse band (2017-2019).

Luigi Sanna, batteria

LUIGI SANNA
batteria
Batterista, percussionista, musicista eclettico.
Sono attivo già dai primi anni ‘80 sulla scena rock cagliaritana (Crepe Suzette, Rosa delle ceneri, Nice Ray), mi appassiono al reggae (Babylon System, col cantante senegalese David Gueye), ma anche al jazz, collaborando con molti musicisti del settore e formando il Gigi Sanna Quartet divenuto poi Modest Jazz Quartet. Gli anni ‘90 mi vedono timbalero dell’Orquestra Mambo Caliente e da lì la passione per la salsa e la musica cubana.
Ma esplorando e suonando con formazioni di diversa ispirazione, la musica pop e rock resta sempre un punto fermo: suono, tra gli altri, con i Dancity, e registro alcuni dischi (con Isdenora, con Alternos). E continuo a divertirmi, come negli anni 80 (e più)!

Massimo Tore, basso

MASSIMO TORE
basso
Ho imparato a suonare da bambino: prima il pianoforte, poi la chitarra, poi il basso e il contrabbasso… per me era una cosa normale, non avrei potuto farne a meno. Mi interessa tutta la musica, soprattutto il jazz, la musica improvvisata e la musica classica, purché sia buona musica. Suonare il rock però mi riporta al modo spensierato in cui vivevo la musica da adolescente.

Il coro

Lorenzo Zonca

STUDIUM CANTICUM
In attività da oltre venticinque anni (fondato e diretto da Stefania Pineider), da sempre si misura con le novità con uno spirito intraprendente. E con questo spirito, con curiosità, ha sposato il progetto Genesis. Normalmente dedicandosi a musica di ogni epoca e stile ma con predilezione per i periodi storici del barocco e del Novecento, questo è il primo progetto grazie al quale si cimenta con aspetti di vocalità e di interpretazione fuori dai (propri) canoni. Divertentissima e molto istruttiva la collaborazione con la band, magnifico il repertorio, molto interessanti gli arrangiamenti. Una bella sfida!

Lorenzo Zonca

STEFANIA PINEIDER
Fondatrice, direttrice musicale e artistica di Studium Canticum e della omonima associazione, credo da sempre nel binomio formazione&innovazione, e nel crossover con altre arti. Ho accolto l’idea di Lorenzo Zonca con entusiasmo, perché si tratta di un progetto unico nel panorama musicale (e corale), per la qualità degli arrangiamenti, dei musicisti della band, per il clima di lavoro frizzante ed entusiasmante. Innovazione, formazione, crossover: Il progetto Genesis è un esempio notevole di tutto questo!